Il Protocollo di Lecce sulla Mediazione: una svolta per la giustizia civile

Il Protocollo di Lecce sulla Mediazione: una svolta per la giustizia civile con il contributo di MedyaPro S.r.l. A partire dal 1° gennaio 2026, il circondario del Tribunale di Lecce ha inaugurato una nuova era nel campo della risoluzione alternativa delle controversie, con l’entrata in vigore del “Protocollo in tema di Mediazione”. Questo documento, frutto di un intenso percorso di collaborazione avviato nell’aprile del 2024, rappresenta una pietra miliare nell’attuazione c.d. della riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022) e vede MedyaPro S.r.l., tra i suoi principali promotori e firmatari unitamente a una decina di organismi di mediazione.

Il Protocollo nasce dalla sentita necessità di uniformare le prassi degli Organismi di Mediazione, rispondendo alle criticità emerse a seguito delle importanti novità legislative introdotte dalla riforma.

Quest’ultima, pur avendo ampliato il novero delle materie soggette a mediazione obbligatoria e inasprito le sanzioni per la mancata partecipazione, aveva lasciato spazio a una disomogeneità operativa che rischiava di compromettere l’efficacia deflattiva dell’istituto. La collaborazione tra la Magistratura leccese, rappresentata dalla dott.ssa Katia Pinto, e dieci i principali Organismi del territorio, ha portato così alla creazione di un modello operativo condiviso

L’iniziativa ha ricevuto inoltre l’approvazione del Presidente della Corte d’Appello di Lecce, estendendone la portata e il valore all’intero distretto giudiziario

Regole comuni per gli organismi di mediazione e la riforma Cartabia

Il documento interviene su aspetti cruciali della procedura di mediazione con l’obiettivo di renderla più efficace e di responsabilizzare tutte le parti coinvolte.

Nuovi obblighi per la convocazione e vantaggi fiscali

Convocazione chiara e completa: gli Organismi si impegnano a redigere convocazioni che non si limitino agli adempimenti formali previsti  dalla normativa, ma che informino dettagliatamente la parte chiamata sui vantaggi fiscali e sulle gravi conseguenze della mancata partecipazione. Nella comunicazione saranno esplicitati i crediti d’imposta previsti in caso di accordo e mancato accordo, le esenzioni dall’imposta di registro e la possibilità di accedere al patrocinio a spese dello Stato. Fondamentale è l’avvertimento che la mancata partecipazione può comportare l’applicazione di sanzioni pecuniarie da parte del giudice.

Presenza delle parti: quando l’assenza diventa un rischio

Partecipazione personale e giustificato motivo: il Protocollo ribadisce la centralità della presenza personale delle parti, considerata essenziale per un “effettivo confronto sulle questioni controverse”  (Art. 2 del Protocollo). Viene chiarito in modo inequivocabile che non costituisce giustificato motivo la mera convinzione dell’infondatezza della pretesa avversaria o la ritenuta inutilità del tentativo (Art. 12 del Protocollo).

Come usare la consulenza tecnica della mediazione in tribunale

La consulenza tecnica utilizzabile in giudizio: una delle innovazioni più significative introdotte dal Protocollo riguarda la gestione della consulenza tecnica. Le parti, di comune accordo, possono richiedere al mediatore la nomina di un consulente tecnico, da scegliersi tra i professionisti iscritti all’Albo del Tribunale di Lecce (Art. 10 del Protocollo), con la possibilità per le stesse di “convenire la producibilità in giudizio della sua relazione”, anche in deroga al principio di riservatezza. Tale relazione, se prodotta, sarà valutata dal giudice ai sensi dell’art. 116 c.p.c.

Il ruolo della magistratura e la nuova commissione permanente

Il Protocollo non si limita a dettare regole per gli Organismi, ma crea un sistema integrato che coinvolge attivamente la magistratura e le professioni legali. I giudici sono sollecitati ad applicare con rigore le sanzioni previste dall’art. 12-bis del D.Lgs. 28/2010 in caso di assenza ingiustificata, rafforzando così la serietà e l’obbligatorietà del procedimento (Art. 12 del Protocollo).

A garanzia della corretta applicazione e del continuo aggiornamento del modello, è stata istituita una Commissione Permanente presso il Tribunale di Lecce. Composta da un magistrato, un rappresentante per ciascun Organismo aderente, un delegato dell’Ordine degli Avvocati e uno dell’Avvocatura dello Stato.
Questa commissione avrà il compito di monitorare l’osservanza del Protocollo, proporre eventuali modifiche e promuovere la formazione continua dei mediatori (Art. 14 del Protocollo).

MedyaPro S.r.l. è orgogliosa di essere stata parte attiva in questo processo di rinnovamento, essendo il Protocollo di Lecce un modello di cooperazione istituzionale e di buone prassi, a beneficio dei cittadini e del sistema giustizia nel suo complesso.

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Protocollo di Lecce sulla mediazione